giovedì 21 febbraio 2013

ECCO CHI POTREBBE ESSERE IL PROSSIMO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA


I PRINCIPALI CANDIDATI DI SINISTRA, CENTRO E DESTRA

Il mandato di Giorgio Napolitano sta volgendo al termine. Non poche le critiche subite in questi anni. Del resto la sua nomina non è stata facile, essendo avvenuta dopo ben quattro scrutini (i precedenti sono stati Einaudi e Gronchi). In fondo ad eleggerlo è stato un Parlamento alquanto equilibrato, specie al Senato; e le difficoltà del Governo Prodi, durato solo due anni, sono un fedele specchio di questa situazione. 
Napolitano è stato “tirato spesso per la giacca” sia dal centro-destra che dal leader dell’Idv Antonio Di Pietro, e da qualche anno anche dal galoppante Grillo. Le accuse rivoltegli sono state paradossalmente opposte: o lo si criticava di mettere il bastone tra le ruote al Governo Berlusconi, o, viceversa, di firmargli tutti i provvedimenti facilmente. Ma entrambi queste fazioni gli rinfacciano anche il fatto di aver spinto per la nascita di un governo tecnico guidato da Monti.
Tra le ultime critiche inflittegli, figurano quelle relative alla richiesta di cancellazione delle intercettazioni che lo riguardano nella “trattativa Stato-Mafia”, ma anche l’invito a non parlare dello scandalo Monte dei Paschi di Siena in vista delle elezioni; in quest’ultimo caso soprattutto perché esso riguarda principalmente il suo partito di provenienza. Pertanto è stato accusato di parzialità.

UN PARLAMENTO FRAMMENTATO - Comunque, se la nomina di Napolitano è stata difficoltosa, probabilmente lo sarà ancora di più la prossima; almeno stando a come i sondaggi proiettano il prossimo parlamento. Se alla Camera il Partito democratico dovrebbe godere di una buona maggioranza di seggi, tante sono le forze in campo date sotto il 20%. Una frammentazione molto alta che non farà di certo mettere d’accordo facilmente le forze in campo. Basti poi pensare al grande successo che dovrebbe avere Grillo, all’ostilità del Pdl che non vorrebbe certo un altro Presidente proveniente da sinistra, o altri partiti non facilmente convincibili quali Rivoluzione civile e Lega. Vediamo quali sono i nomi papabili.

QUELLI DI SINISTRA – Tra i nomi che circolano a sinistra, i più possibili sono quelli di Romano Prodi e Giuliano Amato, poiché godrebbero di aperture di credito almeno dal centro. Se su Giuliano Amato ho già detto, Prodi come politico ha avuto poco tempo per farsi valere, essendo durato per due volte solo due anni, avendo avuto sempre a disposizione maggioranze variegate e litigiose.
Si è rifatto anche il nome di Massimo D’Alema, già accantonato nel 2006. Più difficile la nomina di Luciano Violante, ex Pm e diessino della prima ora.

QUELLI DI DESTRA – Se impossibile e pittoresca è l’idea di vedere Berlusconi al Colle, molti più crediti risulta avere Gianni Letta, mediatore apprezzato da più parti e considerato il consigliere di buon senso del Cavaliere (anche se forse da un po’ non lo ascolta più). Un altro nome presentabile è quello di Raffaele Pisanu, pure stimato da più parti per il suo moderatismo e buon senso. Qualche possibilità potrebbe averla Renato Schifani, ma considerando il futuro peso del Pdl in Parlamento, è alquanto improbabile che diventi Presidente della Repubblica.

QUELLI DEL CENTRO – Mario Monti era il prossimo Presidente della Repubblica designato. Poi la scelta di “salire in campo” e di inimicarsi sia destra che sinistra, ha bruciato questa possibilità. Nel piccolo centro, a questo punto, forse solo i leader dei due suoi partiti alleati potrebbero avere qualche chance: Casini e Fini. I quali, se non altro, hanno dalla loro un’età relativamente giovane; ma un seguito parlamentare quasi nullo.

LE DONNE – Un Presidente della Repubblica donna è una suggestione accattivante, e chissà che non fosse la volta buona. Dal ’99 si fa il nome di Emma Bonino, ma la sua irrinunciabile militanza radicale la rende ostile ai centristi e alla destra conservatrice. Qualche chance potrebbe averla Rosi Bindi, il cui nome pure sta circolando. Fosse la volta buona?

1 commento:

  1. Sono per Emma Bonino! finalmente una donna, vicepresidente del Senato, combattiva e proprio perché radicale in qualche modo anche fuori della mischia, ma non so se l'establishment tutto maschile glielo consentirà..

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